27 Gennaio 1945 - 2015, il giorno della memoria
Pubblicata il 27/01/2015
27 gennaio 2015, sono trascorsi 70 anni dalla scoperta degli orrori trovati ad Auschwitz. In tutto il mondo si celebra ogni anno la “Giornata della Memoria”. Una giornata per non dimenticare le vittime dell’olocausto tra ebrei, slavi, zingari, omosessuali, disabili e oppositori politici. Oggi, vista la violenza in cui il mondo è ripiombato, forse non basta più la sola commemorazione, ma tutti siamo chiamati ad una scintilla nuova, ad una presa di coscienza e di rispetto verso il prossimo, del nostro vicino, dello straniero, di chi vive una cultura e ha idee profondamente diverse dalle nostre. La semplice memoria dell’orrore è, dunque, necessaria perché l’orrore non si ripeta, ma non sufficiente. Bisogna che sia sempre accompagnata da un’interpretazione, dalla ricerca del significato che esso ha oggi, nell’ottica di un nuovo umanesimo, restando consapevoli che la follia e l’orrore non hanno portato l’umanità a rinunciare alla ragione. Ecco, la speranza e la fiducia nell’educazione e nella cultura, è forse il messaggio più importante che ci deve arrivare dalla memoria e dal racconto dei campi di sterminio, affinché ciò che è accaduto con l’olocausto non abbia più a ripetersi.
« Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no… »
Primo Levi – Se questo è un uomo